martedì 1 febbraio 2011

I DATI DELL'EDILIZIA

“E’ incredibile che oggi in edilizia si muoia ancora come 50 o 100 anni fa, con un 46 per cento di infortuni dovuti alle cadute dall’alto. È segno che qualche cosa nel sistema non va e bisogna stare molto attenti, perché la crisi sta generando una minore sicurezza e un minore rispetto delle regole”. A dirlo è Gianni Sannino, il segretario regionale della Fillea Campania, la parte del sindacato CGIL che si occupa di edilizia.
I dati citati sono riferiti al settore edile della regione campana ma sono confermati a livello nazionale dall’INAIL, nel suo mensile informativo datato Dicembre 2010, che evidenzia come  nel quinquennio 2005-2009 i sinistri in occasione di lavoro denunciati all’INAIL nel settore delle Costruzioni hanno registrato una riduzione del 24%. Tale dato da una prima lettura potrebbe sembrare confortante ma analizzando la rischiosità delle lavorazioni si evince un indice di frequenza infortunistica di 45,77 (quasi un lavoratore su due rischia di farsi male mentre lavora); la situazione diventa ancora più preoccupante se si considerano le morti denunciate in occasione di lavoro (196 nel 2009) che registrano una aumento del 3% rispetto al 2008. A rimanere vittima degli infortuni sono uomini (99%) di età compresa tra 18 e 49 anni (80%),  e occupati nel Nord d’Italia (58%); i lavoratori maggiormente coinvolti in incidenti mortali sono quelli di età compresa tra 35 e 64 anni (70%).
La causa più frequente di infortunio risulta la perdita di controllo parziale o totale del mezzo e/o dell’attrezzatura di movimentazione (29%), seguita dalla caduta per scivolamento o inciampamento dell’infortunato (25%), che in particolare vede le cadute dall’alto comportare il 9% degli infortuni. A confermare l’elevato rischio associato alle cadute dall’alto sono, oltre alla numerosità, la gravità delle conseguenze ad esse associate, visto che risultano responsabili del 20% degli infortuni mortali e del 15% di quelli con postumi permanenti.
L’analisi và anche valutata considerando che i dati sono riferiti ai soli eventi denunciati , ben sapendo che in occasione di lavorazione in nero tali eventi vengono taciuti e che molti infortuni sul lavoro si trasformano in giornate di malattia vista la convenienza per le aziende che non perdono il bonus derivante dal non aver avuto infortuni.
Soluzioni possibili per diminuire gli incidenti sono l’aumento dei controlli e il coinvolgimento dei lavoratori nel sistema sicurezza con opportuna formazione e informazione.
Formazione possibile anche via web sfruttando siti come il Portale del “Piano Prevenzione Edilizia” www.prevenzionecantieri.it promossa dal Coordinamento delle Regioni e Province autonome, dall’INAIL e dai Ministeri del Lavoro e della Salute.

L.S.

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