giovedì 10 febbraio 2011

MORTI BIANCHE 2010

Inizia il valzer dei dati relativi agli incidenti e alle morti bianche del 2010. Con un comunicato, ampiamente divulgato dagli organi di informazione, l'INAIL stima sotto i mille i decessi avvenuti. Il direttore generale dell'Istituto, Giuseppe Lucibello, ha anticipato i dati degli archivi gestionali aggiornati al 31 dicembre scorso: "E' il risultato più significativo dal dopoguerra. Per quanto riguarda il generale andamento infortunistico la flessione è intorno al 2%. 
Il dato va considerato con la dovuta prudenza statistica e bisogna attendere  fino al prossimo mese di giugno per avere un'ufficializzazione precisa e definitiva. Ma le stime previsionali dell'INAIL riguardanti l'andamento infortunistico del 2010 indicano che, per la prima volta dal dopoguerra, i casi mortali potrebbero essere meno di mille. Non c'è ragione alcuna per esaltarsi, ogni morto sul lavoro rappresenta un evento inaccettabile, ma vi sono certo i presupposti per proseguire con forza e convinzione il percorso intrapreso, declinando al meglio, migliorandole e diffondendole, le politiche di prevenzione."
Tali dati risultano leggermente discordanti con quelli forniti qualche giorno fa dall'Osservatorio infortuni sul lavoro della  Vega Engineering. Secondo tali dati risulterebbe che il totale dei morti sui luoghi di lavoro è di 593 ,+6,5% rispetto al 2009. Se si considerano i lavoratori morti in itinere o che lavorano sulle strade spostandosi con mezzi di trasporto propri o aziendali si arriva a contare 1080 vittime e oltre 25.000 invalidi.
Le categorie con più vittime sono sempre quelle degli anni scorsi: l’ediliza ha superato quest’anno l’agricoltura e ha registrato il 28,4% sul totale (167 morti), l’agricoltura il 28,1% (165 morti), l’industria il 12,5% (73 morti), l’autotrasporto l’8,7% (51 morti), l’artigianato il 4,4% (30 morti nell’installazione o manutenzione di impianti elettrici, votovoltaici, revisione caldaie ecc.), l’esercito italiano l’1,9% (12 vittime di cui 11 in afghanistan). Gli stranieri morti sono stati il 10,1% sul totale (60 vittime), di cui il 41% sono romeni; nella fascia d’eta’ compresa tra i 19 e i 39 anni. La percentuale raggiunge il 15% sul totale degli stranieri. 
Le regioni con il maggior incremento di vittime, rispetto al 2009, sono state :
  • Puglia +96%
  • Calabria +95%
  • Sardegna +35%
mentre quelle che hanno registarto cali sono state
  • Molise -300%
  • Val D'Aosta -60%
  • Friuli -57%
In aumento anche le morte in edilizia (+3.6% passando da 161 a 167) e in agricoltura (+4.3% passando da 158 a 165).

Aspettando giugno e l'aggiornamento dei dati INAIL c'è davvero poco da rellegrarci.

L.S.

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