giovedì 11 agosto 2011

LINEE GUIDA SULLE SCALE PORTATILI


Le scale portatili costituiscono un prodotto largamente impiegato sia sui luoghi di lavoro che in ambiente domestico. Sono utilizzate per la loro facile reperibilità e per la loro apparente versatilità in relazione a un modo istintivo di usarle che si rileva poi essere pericoloso. Pertanto, al fine di ridurre i rischi, è opportuno intervenire sul prodotto in fase progettuale e sulle istruzioni per l'uso in fase di utilizzo. Ambedue le fasi sono significative, in quanto se con la formazione disposta dal D.Lgs. 81/08 è possibile limitare i comportamenti pericolosi del lavoratore, in ambiente casalingo, dove l'informazione è presa poco in considerazione dall'utente, la riduzione del rischio è determinata principalmente dalla immissione sul mercato di un prodotto che abbia caratterische intrinseche capaci di ridurre il più possibile il rischio di infortunio , specialmente connesso a un uso improprio prevedibile.

Il sistema europeo di sorveglianza degli incidenti della Commissione europea, direzione generale Salute consumatori ha fornito informazioni sugli stessi e sulle scale portatili e ha rilevato, per l’arco temporale 2002-2007, che su circa 41.200.000 incidenti, approssimativamente 413.000 (circa l’1%) hanno coinvolto il prodotto “scala portatile”.
Per ridurre tali incidenti è necessario intervenire soprattutto eliminando o riducendo tutti quei fattori di rischio che riguardano la stabilità e la durabilità delle scale portatili, considerando il prodotto, il criterio dell’uso corretto e di quello “ragionevolmente prevedibile non corretto”, tenendo conto dell’età e della professionalità dell’utente anche in rapporto alle attività che devono essere effettuate e alle condizioni ambientali operative.La legislazione e le norme tecniche hanno affrontato le problematiche relative alla sicurezza delle scale portatili, in particolare, per quanto concerne la stabilità, prendendo in considerazione tre soggetti:
  • il fabbricante;
  • il datore di lavoro; 
  • l’utente finale.
IL FABBRICANTE
Attualmente, per le scale portatili, non esiste una direttiva europea di prodotto. In Italia è necessario fare riferimento al D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo), Parte IV, «Sicurezza e qualità», Titolo I, «Sicurezza dei prodotti», che stabilisce le priorità sulla scelta delle normative e delle norme tecniche di riferimento.
In aggiunta, il produttore deve fornire al consumatore informazioni utili alla valutazione e alla prevenzione dei pericoli derivanti dall’uso corretto o ragionevolmente prevedibile non corretto del prodotto, se non sono immediatamente percettibili senza adeguate avvertenze.
In Italia, in mancanza di disposizioni comunitarie, le scale portatili usate sui “luoghi di lavoro” (utente finale, il lavoratore) devono rispondere alla normativa vigente ex art. 113, D.Lgs. n. 81/08. L’art. 113, al comma3, in relazione alla costruzione delle scale portatili, ha disposto che le stesse devono avere dimensioni appropriate al loro uso e, al comma 4, quando sia necessario assicurare la stabilità, ha stabilito che le scale siano provviste di dispositivi antisdrucciolevoli alle estremità inferiori dei due montanti e ganci di trattenuta o appoggi antisdrucciolevoli alle estremità superiori.
È compito del fabbricante dimostrare con calcoli e/o prove, con riferimento a un’appropriata specifica tecnica, anche prodotta dallo stesso, di aver ottemperato ai disposti legislativi.
Per quanto concerne le norme tecniche di prodotto, esiste una norma europea non cogente, che riguarda le scale portatili e che non fa differenza tra scale da lavoro e per uso domestico, così strutturata:
  • UNI EN 131-1, «Scale, terminologia, tipi, dimensioni funzionali »;
  • UNI EN 131-2, «Scale, requisiti, prove e marcatura»;
  • UNI EN 131-3, «Scale, istruzioni per l’utilizzatore»;
  • UNI EN 131-4, «Scale, scale trasformabili multi posizione con cerniere».
Inoltre, esiste una norma sugli sgabelli (scale inferiori a 1 metro di altezza), la UNI EN 14183, «Sgabelli a gradini, requisisti e prove ». Questa norma ha specificato i requisiti per sgabelli a gradini, a rampa e a cupola.
È opportuno sottolineare che l’attuale norma EN 131-2 del 2010, non ha contemplato prove specifiche, in relazione alle caratteristiche di stabilità e di durabilità, la stabilità è coperta solo dai requisiti geometrici.
Il D.Lgs. n. 81/2008, art. 113, comma 10, ha ammesso una deroga alle disposizioni di carattere costruttivo (commi 3, 8 e 9) per le scale portatili conformi all’Allegato XX (non per gli sgabelli).
Questo Allegato ha riconosciuto la conformità alle vigenti norme dei mezzi e dei sistemi di sicurezza relativi alla costruzione e all’impiego di scale portatili, alle seguenti condizioni:
  • le scale portatili siano costruite conformemente alla norma tecnica UNI EN 131, parti 1 e 2;
  • il costruttore fornisca le certificazioni, previste dalla norma tecnica di cui al precedente punto, emesse da un laboratorio ufficiale; 
  • le scale portatili siano accompagnate da un foglio o da un libretto recante:
          - una breve descrizione con l’indicazione degli elementi costituenti;
          - le indicazioni per un corretto impiego;
          - le istruzioni per la manutenzione e la conservazione; 
          - gli estremi (l’istituto che ha effettuato le prove, i numeri di identificazione dei certificati, le date del 
             rilascio) dei certificati delle prove previste dalla norma tecnica UNI EN 131, parte 1 e 2;
          - una dichiarazione del costruttore di conformità alla norma tecnica UNI EN 131, parte 1 e 2.

In sintesi, il fabbricante ha due possibilità (carattere dell’alternatività) per provare la rispondenza
della scala portatile alle vigenti norme (D.Lgs. n. 81/2008):
  • dichiarare la conformità alle disposizioni vigenti dopo aver dimostrato con calcoli e/o prove, mediante l’applicazione di una specifica di prodotto da lui ritenuta la più opportuna, di aver soddisfatto i requisiti della normativa vigente (art. 113, D.Lgs. n. 81/2008);
  • dichiarare la conformità alle disposizioni vigenti dopo aver dimostrato di aver soddisfatto i requisiti normativi mediante l’applicazione dell’Allegato XX al D.Lgs. n. 81/2008 (UNI EN 131).
Se la scala è dichiarata conforme alla UNI EN 131 lo è anche al D.Lgs. n. 81/2008, mentre non è generalmente possibile il contrario.
L’utilizzo di una scala sui “luoghi di lavoro” è subordinata, quindi, alla sua conformità al D.Lgs. n. 81/2008 e/o alla norma tecnica UNI EN 131.
Nel caso in cui la scala portatile venga utilizzata da un utente finale che non sia un lavoratore (per esempio, per uso domestico), il codice al consumo nelle sue considerazioni di priorità ha richiamato per la fabbricazione l’impiego di norme nazionali non cogenti che recepiscono una norma europea. Quindi, si ricade nell’utilizzo della norma UNI EN 131 sia dal punto di vista del prodotto che dell’uso.
Inquesto caso, l’uso di una scala in un “non luogo di lavoro” è subordinata, quindi, alla sua conformità alla norma tecnica UNI EN 131, così come richiesto dalD.Lgs. n. 206/2005.
È opportuno sottolineare che, non esistendo una direttiva di prodotto applicabile alle scale portatili, queste non possono essere marcate CE, ma devono riportare la marcaturaUNI EN 131 e/o il riferimento alla conformità al D.Lgs. n. 81/ 2008, se sono impiegabili in un “non luogo di lavoro” (UNI EN 131) o in un “luogo di lavoro” (UNI EN 131/D.Lgs. n. 81/2008).

IL DATORE DI LAVORO
Il D.Lgs. n. 81/2008, con l’art. 111, comma 3, ha disposto che il datore di lavoro utilizzi una scala portatile quale posto di lavoro in quota solo nei casi in cui l’utilizzo di altre attrezzature (per esempio, i trabattelli, i cestelli elevatori) considerate più sicure non sia giustificato a causa del limitato livello di rischio e della breve durata di impiego oppure dalle caratteristiche dei siti che non può modificare. Per il comma 7, stesso disposto, il datore di lavoro deve effettuare i lavori temporanei in quota soltanto se le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori. Secondo la filosofia del Testo unico sulla sicurezza, è l’analisi del rischio che determina la scelta delle attrezzature più idonee all’attività che deve essere svolta, considerando anche il contesto operativo. È doveroso sottolineare che sotto certe condizioni, le scale portatili possono essere utilizzate nei lavori in quota, ovvero in quelle attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta a un’altezza superiore a 2m rispetto a un piano stabile. Questo è confermato anche con l’art. 113, comma 8, quando sono richiamate le caratteristiche delle scale in relazione alla loro altezza (8 metri e 15 metri). L’art. 113, per quanto concerne l’uso, ha fornito precise indicazioni, con particolare riferimento al rischio di instabilità.

L’UTENTE FINALE
L’utente finale può essere il lavoratore o il consumatore inteso come colui che non opera in un luogo di lavoro o, meglio, «la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta» (art. 3, D.Lgs. n. 206/2005).

IL LAVORATORE E IL CONSUMATORE
Gli obblighi dei lavoratori sono descritti nell’art. 20, D.Lgs. n. 81/ 2008, e, in particolare, gli stessi devono utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro così come descritto nel libretto delle istruzioni e partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro.
Per quanto riguarda i consumatori “non lavoratori”, questi devono seguire le indicazioni contenute nelle istruzioni fornite dal fabbrcante della scala, così come descritto nella parte terza della UNI EN 131 e che devono accompagnare il prodotto.

CONSIDERAZIONI GENERALI
È possibile impiegare una scala portatile quale attrezzatura di lavoro in quota a condizione che, dall’analisi del rischio, non sia possibile trovare altre attrezzature più idonee per quel tipo di attività, anche in relazione al contesto operativo. Come tutti i prodotti normati, questi possono essere ulteriormente migliorati in relazione al progresso della tecnica e alle indicazioni che provengono dalla tipologia di incidenti che si rilevano sul territorio e al loro utilizzo prevedibile non corretto.
Le scale portatili possono essere migliorate soprattutto in relazione alla loro caratteristica di stabilità, in quanto un gran numero di incidenti sono imputabili all’uso non corretto (80%), mentre il rimanente 20% avviene per difetti delle scale. Risulta necessario introdurre, quindi, nella norma tecnica UNI EN 131-2, specifiche prove riguardanti la stabilità e la durabilità (prove cicliche di fatica). Attualmente a livello della normazione sono in studio prove riguardanti la stabilità al ribaltamento e allo slittamento, nonché prove cicliche di fatica come “condizionamento” della scala, prima dell’esecuzione delle prove di carico statico. Occorre specificare che l’introduzione di prove sull’instabilità consente di trovare soluzioni che aumentano le prestazioni della scala e migliorano la risposta della stessa alle sollecitazioni che la inducono, ma il rischio residuo sebbene abbassato rimane e solo l’uso corretto e le dovute precauzioni (consultazione delle istruzioni del fabbricante e delle buone prassi) ne consentono l’utilizzo in sicurezza.
 
STABILITÀ DELLA SCALA PORTATILE
Con il termine “stabilità” di una scala si intende la capacità intrinseca della scala a opporsi alle azioni che determinano il suo allontanamento dalla corretta posizione di uso.
Sono due i fattori principali che contribuiscono principalmente alla stabilità di una scala: 
  • l’attrito tra la base dei montanti e la superficie di appoggio; 
  • la sua geometria in relazione alleforze applicate.
Le scale portatili possono essere suddivise in due principali tipologie: 
  • le scale in appoggio 
  • le scale doppie.
È necessario definire il comportamento di queste attrezzature ai fini dell’instabilità, ipotizzando un piano di appoggio solido, stabile e orizzontale.


FONTE: Articolo di Ambiente&Sicurezza del 5/07/2011 pgg 42-54

1 commento:

luca giacometti ha detto...

buongiorno
nel caso che un'amministrazione volesse mettere a norma delle scale (quelle con pianerottolo, da cimitero) ad oggi sprovviste di ogni certificazione è possibile seguire la strada dell'idoneità statica a firma di professionista ingegnere o deve necessariamente rispettare quanto previsto nelle norme di prodotto en131?
grazie