lunedì 14 novembre 2011

ANCORAGGI. CLASSIFICAZIONE E SELEZIONE

 Gli ancoraggi nelle costruzioni sono da sempre fonte di dibattito in quanto è difficile affrontare in maniera organica, esplicita ed esauriente la problematica di come identificare, qualificare, progettare ed installare questi sistemi.
 
La confusione scaturisce dal fatto che essi possono essere classificati secondo:
- la direttiva prodotti da costruzione 89/106/CEE,
- la direttiva DPI 89/686/CEE,
- le norme tecniche (si pensi alla UNI EN 795),
- le circolari del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale (è il caso degli ancoraggi dei ponteggi)

La direttiva 89/106/CEE ha permesso di compiere un primo passo in avanti nel senso che ha reso di fatto obbligatoria la marcatura CE per tutti i prodotti ad uso strutturale. Essi infatti sono elementi critici in quanto la loro perdita di efficacia nelle applicazioni a cui sono destinati può provocare morte o lesioni gravi e di carattere permanente.

La direttiva 89/686/CEE ha un approccio differente in quanto prende in considerazione l’elemento da fissare, che per essere considerato DPI deve essere rimovibile, e non la struttura, esclusa dal campo di applicazione. Questi concetti sono chiaramente esplicitati nella UNI EN 795.

I prodotti costruiti secondo le norme UNI EN 516 e UNI EN 517 sono “ibridi”, nel senso che sono prodotti da costruzione a cui si applica la direttiva 89/106/CEE ma su di essi possono essere collegati i dispositivi di protezione individuale.

I sistemi di ancoraggio costruiti secondo le circolari del Ministero del Lavoro 85/78, 44/90 e 132/91 riguardanti i ponteggi fissi sono consolidati, basta far riferimento alle indicazioni tecniche contenute all’interno delle stesse.

Ci sono, infine, una grande varietà di prodotti che non rientrano in nessuna delle categorie precedenti. A questi bisogna dedicare particolare attenzione.

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Fonte: ISPESL

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