venerdì 13 gennaio 2012

LA SICUREZZA E' UN INVESTIMENTO

La sicurezza sui luoghi di lavoro non è un costo ma un investimento e la formazione non è un semplice adempimento burocratico.
Lo dice il 77% dei datori di lavoro intervistati dall’Aifos per il rapporto 2011 “Il datore di lavoro e la formazione sulla sicurezza”, dedicato al presidente dell’Inail, Marco Fabio Sartori, scomparso l’8 novembre.
Il rapporto è stato elaborato sulla base di mille questionari somministrati a datori di lavoro: un campione, dunque, di forte rilevanza per un’indagine di tipo qualitativo e che rispecchia con pienezza il tessuto economico italiano, composto per la maggior parte da imprese di micro e piccole dimensioni.
Lo studio mette in risalto, in generale, una buona consapevolezza degli intervistati riguardo il significato della prevenzione sui luoghi di lavoro: il 77% si dice, infatti, convinto che la sicurezza non sia un costo ma un investimento e l’89,6% ritiene che la formazione in merito non si riduca a un mero adempimento burocratico. A fronte di questi dati confortanti, tuttavia, è da rimarcare anche la presenza di un 20% , dato comunque significativo, di chi, invece, considera la materia un semplice “obbligo normativo” al quale dovere attendere. “Forti criticità sono state manifestate, in particolare, nei confronti dei fondi interprofessionali e oltre la meftà dei datori di lavoro che abbiamo sentito non li utilizza poiché il loro accesso è ritenuto troppo farraginoso - dice il presidente dell’Aifos, Rocco Vitale - Giudizi negativi, poi, spesso sono manifestati anche sulle qualità
dei formatori e sulla tipologia dei corsi, valutati spesso come un bagaglio di conoscenze di scarso utilizzo e dove raramente viene considerata la dimensione aziendale e, dunque, le problematiche ad essa connesse”. E non a caso - rivela l’Aifos - buona parte di queste risorse rimane inutilizzata. “Ogni fondo è caratterizzato da regole differenti e, se un’azienda non ne ha accesso, si iscrive a un altro e ci riprova - evidenzia Vitale - A nostro avviso, invece, serve un’omogeneità di linee guida e di indirizzi che facciano perno sulla qualità della formazione, piuttosto che sugli aspetti amministrativi e burocratici”. Tra gli altri punti nodali affrontati, il rapporto Aifos 2011 evidenzia opacità sul ruolo degli enti bilaterali - solo una percentuale limitata degli intervistati sa addirittura qual è la propria struttura di riferimento - e un generale scetticismo manifestato nei confronti degli strumenti di formazione online. “Credo che la buona formazione vada fatta direttamente in azienda, e non solo nelle aule - conclude Vitale - Le modalità su come riuscirci fanno parte del dibattito e questo significa coinvolgere nel modo più autentico non solo gli stessi imprenditori e manager ma, in particolare, rls, rspp e tutti gli addetti preposti alla formazione”.
Sartori, nell’introduzione scritta per il rapporto, invita a moltiplicare sforzi e risorse nel nome della partnership.
“E’ fatto oramai incontrovertibile – ha spiegato il presidente dell’Inail nel suo ultimo scritto - che il rischio sia inversamente proporzionale alla cultura e all’informazione: è per tale motivo che occorre moltiplicare sforzi e risorse e sviluppare relazioni sistematiche con tutti gli interlocutori che hanno competenze nel settore. Il quadro legislativo in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro rafforza la formazione quale cardine del miglioramento dei livelli di qualità dell’azione di prevenzione, impegnando gli attori del sistema e l’Inail si “sente” particolarmente impegnato su tale versante - a cercare nuove forme, modalità e strumenti per la formazione stessa e per le attività di aggiornamento e orientamento professionale”.

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