martedì 30 ottobre 2012

LINEE GUIDA PER LA SICUREZZA IN MUSICA


Sul sito del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali sono state pubblicate le “Linee Guida per il settore della musica e delle attività ricreative” ai sensi dell’art. 198 del D.Lgs 81/08 e approvate in sede di Conferenza Stato Regioni il 25 luglio u.s.
Il documento è stato elaborato in attuazione degli obblighi previsti dal Capo II del D.Lgs 81/08 concernente le prescrizioni minime  per la tutela dei lavoratori in relazione ai rischi per la loro salute e sicurezza derivanti dall’esposizione a rumore durante il lavoro, in settori particolari come quello della musica e dell’intrattenimento, caratterizzati da livelli sonori elevati ed effetti speciali rumorosi.

Per quanto concerne  il campo di applicazione, le Linee guida riguardano tutte le attività svolte al chiuso o all’aperto in cui sono presenti lavoratori esposti a rumore in modo non occasionale, dove viene suonata musica dal vivo o registrata (amplificata o meno) sia durante gli spettacoli  sia in fase di prova e più in generale tutte le attività ricreative e di divertimento.
In particolare le categorie interessate dalle linee guida sono, a titolo esemplificativo, quelle impegnate in produzione e realizzazione di spettacoli dal vivo, attività ricreative  con uso del supporto registrato della musica, artisti, personale artistico, tecnici di produzione e della elaborazione, personale di servizio.
Vengono poi fornite indicazioni sulle modalità di valutazione del rischio. Il datore di lavoro, come previsto dall’art. 181 del D.Lgs 81/08 effettua, tramite personale qualificato, una valutazione del rischio con misurazioni (se si superano gli 80 dB(A) di Lex o /o 135 dB(C) di Lc.picco) che sia rappresentativa dell’esposizione a rumore di tutti i lavoratori nelle normali condizioni di lavoro. Nella valutazione si dovrà inoltre tener conto di una serie di fattori quali ad esempio se spettacolo dal vivo o riprodotto, tipologia del genere di musica eseguita,  tipologia dei luoghi in cui l’attività viene svolta, modalità d’uso delle apparecchiature.
L’obiettivo della valutazione del rischio è quello di determinare il livello di esposizione personale di ogni lavoratore sulla base del quale adottare le strategie di tutela e sicurezza, come le misure di prevenzione e protezione e l’uso de dispositivi di protezione individuale.
Le linee guida illustrano le misure atte a ridurre i livelli di esposizione al rumore come interventi tecnici consistenti ad esempio in posizionamento  e orientamento delle sorgenti in modo da ridurre l’amplificazione verso aree in cui non è necessario esporre il personale, fonoisolamento di pareti etc. ed interventi organizzativi quali la limitazione del tempo in cui i lavoratori sono esposti a livelli sonori elevati, anche mediante rotazione del personale o fornitura di idonei dispositivi di protezione dell’udito.
Per quanto riguarda la formazione ed informazione, vengono fornite nelle Linee guida indicazioni sui contenuti delle stesse, prevedendo che il programma formativo deve prevedere cognizioni sulla normativa vigente, sulle esposizioni a rumore  nel settore e i rischi uditivi correlabili, le modalità lavorative che possono ridurre l’esposizione del personale, i comportamenti che possono aumentare il rischio, i dispositivi di protezione e il loro corretto utilizzo.
La sorveglianza sanitaria, secondo quanto previsto dagli artt. 185 e 196 del D.Lgs 81/08 deve essere svolta dal medico competente e nelle Linee Guida è riportata una apposita tabella per individuare le attività e i lavoratori potenzialmente esposti a rumore e che potrebbero essere oggetto della stessa. Viene poi ribadito l’obbligo per i medici competenti di redigere la cartella sanitaria e di rischio nella quale riportare anche i valori individuali dei livelli di esposizione a rumore dei lavoratori.

Fonte:Professionisti&Imprese24

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