martedì 16 aprile 2013

PIANO NAZIONALE AMIANTO

Via libera del governo al documento elaborato dai ministri della Salute, dell’Ambiente e del Lavoro, che definisce una strategia di intervento coordinata delle amministrazioni statali e locali contro la fibra killer, delineando obiettivi e azioni per la sicurezza sul lavoro e la tutela dell’ambiente e della salute
Semaforo verde del governo al piano nazionale amianto. Il Consiglio dei ministri, nel corso della riunione di ieri, ha preso atto positivamente dell’elaborazione del documento, che definisce le linee di intervento per un’azione coordinata delle amministrazioni statali e territoriali contro la fibra killer, da parte del ministro della Salute, Renato Balduzzi, del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, e del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Elsa Fornero. Il piano sarà ora trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni.


“Proposte di grande innovazione”. Come anticipato da Balduzzi alla seconda conferenza governativa sulle patologie asbesto-correlate che si è svolta lo scorso novembre a Venezia, il piano avrà strumenti e tempi certi: “Non saranno altre 200 pagine di analisi e prospettive, ma un piano di proposte di grande innovazione”. Un concetto che il ministro della Salute ha ribadito poco più di un mese fa, sottolineando che, tra gli aspetti che caratterizzano la lotta all’amianto, ce ne sono due che necessitano di particolare attenzione: la ricerca e la bonifica. Secondo Balduzzi, infatti, la battaglia contro l’asbesto “non è ancora vinta, perché occorre fare ancora molto su questi due fronti, sui quali si concentra una parte importante del piano nazionale in dirittura d’arrivo”.

Tre macroaree di intervento. Le azioni previste dal piano fanno riferimento a tre macroaree: la tutela della salute, la tutela dell’ambiente e gli aspetti previdenziali e di sicurezza del lavoro. Tra gli obiettivi, il miglioramento della conoscenza dei fenomeni e delle loro dimensioni sul territorio nazionale, l’incremento della qualità delle valutazioni del rischio, della sorveglianza sanitaria e degli ambienti di vita e di lavoro, l’accelerazione dell’apertura dei cantieri di bonifica, l’individuazione dei siti di smaltimento, la razionalizzazione delle norme di settore e l’armonizzazione tra le diverse strutture pubbliche dei criteri di valutazione e riconoscimento delle patologie asbesto-correlate.

Fonte: Sala stampa INAIL

Se vuoi approfondire l'argomento puoi anche consultare l'inserto de IlSole24Ore "Amianto. Le criticità più ricorrenti nella gestione del richio" cliccando quì 

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