giovedì 2 maggio 2013

INAIL FINANZIAMENTI ISI 2012 - ANALISI

L’invio telematico delle domande si è svolto in una unica sessione il giorno 18 Aprile 2013 dalle ore 16:00 alle ore 17:00. 

ELENCHI CRONOLOGICI

A conclusione della sessione di invio telematico delle domande di finanziamento, INAIL rende noti gli esiti pubblicando gli elenchi relativi alle singole regioni/province autonome, secondo l’ordine cronologico di ricevimento.

Per ogni regione/provincia autonoma sono predisposti due distinti elenchi relativi ai due diversi stanziamenti previsti dall’articolo 3 dell’Avviso:

1)        per i progetti della tipologia 1 (di cui all’allegato 1 dell’Avviso) ed i progetti della tipologia 2  relativi all’adozione di sistemi di responsabilità sociale certificati SA 8000 e a modalità di rendicontazione sociale asseverata da parte terza indipendente (di cui all’allegato 2 dell’Avviso, tabella “parametri e punteggi”, sezione 3 lettere f e g);  - I RELATIVI FILE SONO CONTRADDISTINTI DALLA LETTERA "I"

2)        per i progetti di tipologia 2 relativi all’adozione di modelli organizzativi (di cui all’allegato 2 dell’Avviso, tabella “parametri e punteggi”, sezione 3 lettere a-b-c-d-e). - I RELATIVI FILE SONO CONTRADDISTINTI DALLA LETTERA "M"




ROMA – Trecento milioni di euro. Questo il valore complessivo dei progetti per il miglioramento della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro che saranno realizzati grazie ai 155,35 milioni a fondo perduto messi a disposizione del sistema produttivo italiano con il bando Isi 2012 dell’Inail. A beneficiarne saranno 3.690 imprese, il 28% delle oltre 13mila che lo scorso 18 aprile hanno partecipato alla seconda fase della procedura telematica per l’assegnazione dei fondi, suddivisi in budget regionali che hanno tenuto conto della distribuzione territoriale degli addetti e della gravità degli infortuni registrati.

“La riduzione del premio altro strumento di sostegno”. “Il progetto degli incentivi per la sicurezza sul lavoro – spiega il presidente dell’Inail, Massimo De Felice – è uno degli strumenti con cui l’Istituto sta realizzando il sostegno economico alle imprese. Due sono le caratteristiche rilevanti del progetto: gli importi e la tempestività nell’erogazione. Nei quattro anni dal 2010 sono stati stanziati circa 750 milioni di euro e, poiché l’incentivo copre il 50% delle spese, questa iniziativa complessivamente consentirà quindi di investire sino a 1,5 miliardi di euro in sicurezza. L’utilizzazione della procedura informatica ‘a sportello’ ha ridotto notevolmente i tempi di erogazione degli incentivi rispetto alle procedure più tradizionali ‘a graduatoria’. L’altro strumento di sostegno è dato dalla riduzione dell’importo del premio che le imprese possono avere a seguito di interventi di prevenzione: ha portato un risparmio di 155 milioni di euro nel 2010 e di 274 milioni nel 2011”.  

L’importo medio del contributo pari a 42mila euro. Dall’analisi degli elenchi regionali pubblicati sul portale Inail emerge che il 94% dei finanziamenti è andato a progetti di investimento, mentre il restante 6% è stato assorbito da progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale. Per gli interventi ammessi l’importo medio del contributo è pari a quasi 42mila euro, cinquemila in meno rispetto alla media del bando Isi 2011. L’importo medio più basso, inferiore ai 40mila euro, è quello assegnato alle imprese del Nord Est, mentre il Centro, anche se in forte ribasso rispetto all’anno precedente (43mila euro contro 52mila) resta la macroarea con il contributo medio più elevato rispetto alle altre. Le aziende che hanno ottenuto un finanziamento superiore ai 90mila euro sono invece pari al 19% del totale.

In crescita la percentuale delle microimprese. Ad accedere ai 155 milioni stanziati dall’Istituto sono soprattutto le microimprese, che rappresentano il 54% di quelle ammesse al contributo. Una percentuale in crescita sia rispetto al bando 2010 (45%), sia rispetto a quello 2011 (51%). Si tratta prevalentemente di aziende attive in settori ad alto rischio: in termini di progetti accettati e di importo assegnato, infatti, il tasso di tariffa più interessato è quello massimo (115-130), con progetti ammessi per oltre 40 milioni di euro. All’edilizia è destinata la quota complessivamente più alta dei fondi, pari a quasi 25 milioni di euro.

In un caso su tre interventi contro le cadute dall’alto. Il 32% dei progetti punta alla riduzione delle principali cause di infortunio, mentre la finalità del restante 68% è il contrasto degli altri fattori di rischio connessi all’ambiente di lavoro. In particolare, i progetti per la riduzione delle principali cause di infortunio assorbono quasi 50 milioni di euro e la causa più contrastata è la caduta del lavoratore dall'alto, su cui si concentra il 34% degli interventi, per un importo pari al 33% del totale assegnato, seguita con il 21% dallo sforzo fisico a carico del sistema muscolo-scheletrico, cui è destinato il 19% dei fondi. Tra i progetti destinati all’eliminazione e riduzione dei principali fattori di rischio, ai quali sono stati assegnati complessivamente 95,5 milioni, per numero di iniziative e importo destinato spiccano soprattutto quelli volti a contrastare gli infortuni provocati dalla movimentazione manuale di carichi, da movimenti e sforzi ripetuti e da posture incongrue (35,5 milioni) e per la bonifica dell’amianto, escluso lo smaltimento (20 milioni).

Le quote maggiori in Lombardia, Lazio e Campania. Circa il 45% del budget complessivo era stato assegnato al Nord e anche nella distribuzione percentuale del valore dei progetti ammessi, invariata rispetto al 2011, l’Italia settentrionale rappresenta la quota più consistente (45%). Le regioni cui sono state assegnate le quote maggiori dei 155 milioni messi a disposizione dall’Inail sono la Lombardia (27.159.637 euro pari al 17,5%), il Lazio (19.816.478 pari al 12,8%), la Campania (14.039.020 pari al 9%) e l’Emilia Romagna (11.500.278 pari al 7,4%). Questa distribuzione è coerente con la provenienza territoriale dei progetti, per la metà presentati da aziende del Nord (Nord Ovest 30% e Nord Est 20%). Il 28% proviene invece da Sud e Isole e il restante 21% dal Centro.

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