mercoledì 26 giugno 2013

SEMPLIFICAZIONI IN SICUREZZA

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 giugno 2013 n.69 il Decreto legge Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia. Si tratta del testo ufficiale e definitivo del decreto del “Fare” annunciato con comunicato dal Governo lo scorso 15 giugno e contiene norme e provvedimenti riguardanti la sicurezza negli ambienti di lavoro.
Per spiegare in sintesi gli intenti dei provvedimenti approvati dal Governo utilizziamo il comunicato stampa apparso il 21 giugno 2013 sul sito del Ministero del Lavoro relativo alla prossima convocazione per il 1° luglio da parte del ministro Giovannini del Comitato di coordinamento sulla vigilanza ispettiva, convocato per “per discutere le azioni da intraprendere per rafforzare i controlli sulla sicurezza sul lavoro e sulla regolarità dei rapporti di lavoro, anche alla luce delle recenti modifiche normative”.

Iniziamo dall’articolo 32 del decreto legge pubblicato il 21 giugno, ovvero l’articolo Semplificazioni di adempimenti formali in materia di lavoro.
Duvri (art. 32, 1,a). “In luogo della semplice predisposizione del Documento unico di valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI)” può “essere nominato un incaricato unico che sovraintenda alle attività relative alla sicurezza, realizzando il necessario coordinamento tra committente, appaltatori e subappaltatori. Tale incaricato deve essere in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali tipiche di un preposto, nonché essere soggetto a periodico aggiornamento e avere conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro. Resta comunque l’obbligo di predisporre il DUVRI nel caso di rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei particolari rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori di cui all’allegato XI al Testo Unico sulla sicurezza del 2008.”
Tale provvedimento riguarderà i soli settori a basso rischio infortunistico, settori che dovranno essere identificati “mediante un decreto del Ministero del Lavoro sulla base di criteri e parametri oggettivi desunti dagli indici infortunistici di settore dell’INAIL, e da adottare sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e previa intesa con la Conferenza Stato-regioni”.

“L’obbligo di predisposizione del DUVRI viene escluso per quelle prestazioni che in relazione alla loro durata impiegano un numero esiguo di lavoratori (dieci uomini-giorno).
Sono ovviamente escluse da tale deroga le lavorazioni che possano comportare rischi derivanti da agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza di altri rischi particolari”.

Cantieri. (articolo 31,1,h). Previste semplificazioni e l’introduzione di “modelli semplificati per la redazione del piano di sicurezza sostitutivo del piano di sicurezza e coordinamento richiamato all’articolo 131 del codice degli appalti pubblici” e del fascicolo dell’opera. I modelli dovranno essere regolati da un ulteriore decreto previo confronto con la Commissione consultiva permanente.

Comunicazioni telematiche. (articolo 32, 1, e; 2). “La comunicazione agli organi di vigilanza degli elementi informativi relativi a nuovi insediamenti produttivi” può “essere effettuata nell’ambito delle istanze e delle segnalazioni presentate allo sportello unico per le attività produttive di cui al DPR 160/2010″. Anche in questo caso “Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuate, secondo criteri di semplicità e di comprensibilità, le informazioni da trasmettere e sono approvati i modelli uniformi da utilizzare per i fini di cui al presente articolo”.
(Articolo 32, 5 h-n). “Il datore di lavoro” può “trasmettere per via telematica alcune comunicazioni in materia di misure specifiche di protezione e di prevenzione, di esposizione non prevedibile, di notifiche all’organo competente per territorio, di misure di emergenza, anche per il tramite degli organismi paritetici o delle OO.SS. dei datori di lavoro”. Il provvedimento riguarda superamento valori esposizione (TU art. 225), esposizione anomala (TU, 240), inizio lavoro (TU, 250), infortunio da agenti biologici (TU, 277).

Comunicazioni infortuni (articolo 34). Dopo 180 giorni dall’entrata in vigore del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro, il datore di lavoro possa denunciare per via telematica eventi legati ad infortuni solo all’INAIL, che trasmetterà in tempo reale tali informazioni alle altre autorità competenti (pubblica sicurezza, autorità portuali e consolari, nonché ai servizi ispettivi della direzione territoriale del lavoro)”.

Lavori di breve durata (articolo 35). “Si prevede che, con decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della Salute (sentite la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano), siano adottate misure di semplificazione degli adempimenti relativi alla informazione, formazione e sorveglianza sanitaria, nei casi in cui la prestazione del lavoratore presupponga una permanenza di breve durata nei luoghi di lavoro (fino a cinquanta giornate lavorative nell’anno solare di riferimento)”. Il riferimento è a “alla necessità di sottoporre il lavoratore a visita medica di controllo per ogni prestazione lavorativa, anche di poche ore, o a quella, ove previsto, di ripetere la medesima attività di formazione riferita ad analoga attività perché il datore di lavoro presso il quale il prestatore svolge la prestazione è mutato rispetto al datore di lavoro precedente, pur nel medesimo settore produttivo”.

Verifica atrtezzature (articolo 31, 2,f). “Ridotto da sessanta a quarantacinque giorni il termine entro cui l’INAIL è tenuta ad effettuare la prima verifica ed è stato inoltre previsto l’obbligo, per i soggetti pubblici tenuti ad effettuare la prima verifica, così come le successive (INAIL, ASL o ARPA), di comunicare al datore di lavoro, entro 15 giorni dalla richiesta, la eventuale impossibilità ad effettuare le verifiche di propria competenza nel termine di legge. In questo caso, il soggetto interessato potrà da subito rivolgersi, per la verifica periodica, a soggetti pubblici o privati abilitati, sostenendone il relativo costo”.

Formazione (articolo 31, c). “Introdotte misure di razionalizzazione in tema di formazione degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni (art. 32, TU) e di formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti (art. 37, TU). In particolare, al fine di evitare duplicazioni, è stato previsto che nel caso in cui tali soggetti abbiano già svolto percorsi formativi i cui contenuti si sovrappongano in tutto o in parte a quelli cui sono tenuti per legge gli addetti, i responsabili e i rappresentanti, sia riconosciuto loro un apposito credito formativo in relazione alla durata e ai contenuti della formazione già ricevuta”.

Certificazioni sanitarie. All’articolo 42 abrogate le disposizioni sull’obbligo di attestati di idoneità psicofisicaa: sana costituzione, idoneità in lavorazioni non a rischio, sana costituzione per farmacisti, idoneità fisica,pubblico impiego, idoneità fisica maestro di sci.

Si riporta inoltre il comunicato stampa del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali datato 21/06/2013.

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini, ha convocato per lunedì primo luglio il Comitato di coordinamento sulla vigilanza ispettiva per discutere le azioni da intraprendere per rafforzare i controlli sulla sicurezza sul lavoro e sulla regolarità dei rapporti di lavoro, anche alla luce delle recenti modifiche normative.

Nel corso della riunione del Comitato, composto da rappresentanti della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, degli Enti previdenziali e delle associazioni datoriali e sindacali, verranno anche presentati il nuovo strumento telematico messo a punto dall’INPS per la lotta al “lavoro nero” (che consentirà di valutare sia il comportamento tenuto dal datore di lavoro sia l’evoluzione della posizione assicurativa del lavoratore) e i primi risultati del progetto avviato dall’INAIL nel mese di maggio, su richiesta del Ministro del Lavoro, per la valutazione del rischio infortunistico per settore di attività economica e per singola impresa.

Come già notato dal Ministro nella recente riunione con i comandanti territoriali del nucleo dei Carabinieri che opera per la sicurezza sul lavoro, le azioni condotte quotidianamente, e con grande impegno, dalle forze dell’ordine e dagli ispettori del Ministero e degli Enti previdenziali vanno svolte utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, anche per evitare il rischio che le difficoltà economiche in cui versano tante imprese possano indurre queste ultime a porre una minore attenzione alla sicurezza sul lavoro. Per questo, è indispensabile migliorare l’uso dei dati a disposizione, così da orientare i controlli verso i soggetti maggiormente a rischio.

In occasione della riunione, che sarà un’opportunità per approfondire anche con le parti sociali i contenuti del disegno di legge, verrà discusso come dare attuazione alle norme sulla semplificazione di alcuni adempimenti formali in questa materia contenute nel recente decreto legge varato dal Governo e come accompagnare queste ultime con un parallelo rafforzamento dei controlli sostanziali.

Numerosi sono gli adempimenti a carico delle pubbliche amministrazioni per rendere operative le semplificazioni senza che questo produca un rilassamento dell’impegno per la sicurezza sul lavoro. Di conseguenza, la riunione del Comitato definirà il piano di lavoro per rendere efficaci le nuove norme nel più breve tempo possibile e per rafforzare il sistema dei controlli sul campo.

Di seguito si forniscono alcune indicazioni sulle innovazioni previste dal decreto legge in materia. Sulla semplificazione delle comunicazioni è previsto che:

a) la comunicazione agli organi di vigilanza degli elementi informativi relativi a nuovi insediamenti produttivi possa essere effettuata nell’ambito delle istanze e delle segnalazioni presentate allo sportello unico per le attività produttive di cui al DPR 160/2010;

b) il datore di lavoro possa trasmettere per via telematica alcune comunicazioni in materia di misure specifiche di protezione e di prevenzione, di esposizione non prevedibile, di notifiche all’organo competente per territorio, di misure di emergenza, anche per il tramite degli organismi paritetici o delle OO.SS. dei datori di lavoro;

c) dopo 180 giorni dall’entrata in vigore del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro, il datore di lavoro possa denunciare per via telematica eventi legati ad infortuni solo all’INAIL, che trasmetterà in tempo reale tali informazioni alle altre autorità competenti (pubblica sicurezza, autorità portuali e consolari, nonché ai servizi ispettivi della direzione territoriale del lavoro). La maggiore rapidità nella trasmissione delle informazioni consentirà, dunque, un intervento più tempestivo da parte delle autorità competenti.

Per i soli settori a basso rischio infortunistico (da identificare mediante un decreto del Ministero del Lavoro sulla base di criteri e parametri oggettivi desunti dagli indici infortunistici di settore dell’INAIL, e da adottare sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e previa intesa con la Conferenza Stato-regioni) si prevede che:

a) fermi restando gli obblighi e i requisiti sostanziali in tema di salute e sicurezza (e, in particolare, gli obblighi in tema di valutazione dei rischi e di sorveglianza sanitaria), in luogo della semplice predisposizione del Documento unico di valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI), possa essere nominato un incaricato unico che sovraintenda alle attività relative alla sicurezza, realizzando il necessario coordinamento tra committente, appaltatori e subappaltatori. Tale incaricato deve essere in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali tipiche di un preposto, nonché essere soggetto a periodico aggiornamento e avere conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro. Resta comunque l’obbligo di predisporre il DUVRI nel caso di rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei particolari rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori di cui all’allegato XI al Testo Unico sulla sicurezza del 2008;

b) siano individuati modelli semplificati per la redazione del piano di sicurezza sostitutivo del piano di sicurezza e coordinamento richiamato all’articolo 131 del codice degli appalti pubblici. Anche in questo caso, l’emanazione del decreto ministeriale in questione sarà preceduta da un previo confronto con la Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro e con la Conferenza Stato-Regioni.

L’obbligo di predisposizione del DUVRI viene escluso per quelle prestazioni che in relazione alla loro durata impiegano un numero esiguo di lavoratori (dieci uomini-giorno). Sono ovviamente escluse da tale deroga le lavorazioni che possano comportare rischi derivanti da agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza di altri rischi particolari.

Al fine di migliorare la verifica periodica delle attrezzature di lavoro, è stato ridotto da sessanta a quarantacinque giorni il termine entro cui l’INAIL è tenuta ad effettuare la prima verifica ed è stato inoltre previsto l’obbligo, per i soggetti pubblici tenuti ad effettuare la prima verifica, così come le successive (INAIL, ASL o ARPA), di comunicare al datore di lavoro, entro 15 giorni dalla richiesta, la eventuale impossibilità ad effettuare le verifiche di propria competenza nel termine di legge. In questo caso, il soggetto interessato potrà da subito rivolgersi, per la verifica periodica, a soggetti pubblici o privati abilitati, sostenendone il relativo costo.

Sono state inoltre introdotte alcune semplificazioni in materia di adempimenti sulla sicurezza per i cantieri nel caso dei piccoli lavori, la cui durata presunta non è superiore ai dieci uomini-giorno (in luogo dell’incerta definizione precedente che si riferiva a due giornate di lavoro), finalizzati alla realizzazione o manutenzione delle infrastrutture per servizi. Un decreto del Ministro del lavoro (di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Commissione consultiva e la Conferenza Stato-Regioni) definirà modelli semplificati per la redazione di alcuni documenti relativi ai cantieri (piano operativo di sicurezza, piano di sicurezza e coordinamento, fascicolo dell’opera).

Sono state, inoltre, introdotte misure di razionalizzazione in tema di formazione degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni (art. 32, TU) e di formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti (art. 37, TU). In particolare, al fine di evitare duplicazioni, è stato previsto che nel caso in cui tali soggetti abbiano già svolto percorsi formativi i cui contenuti si sovrappongano in tutto o in parte a quelli cui sono tenuti per legge gli addetti, i responsabili e i rappresentanti, sia riconosciuto loro un apposito credito formativo in relazione alla durata e ai contenuti della formazione già ricevuta.

Estendendo quanto già previsto dal decreto legislativo n. 81 del 2008 per i soli lavoratori agricoli, si prevede che, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute (sentite la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano), siano adottate misure di semplificazione degli adempimenti relativi alla informazione, formazione e sorveglianza sanitaria, nei casi in cui la prestazione del lavoratore presupponga una permanenza di breve durata nei luoghi di lavoro (fino a cinquanta giornate lavorative nell'anno solare di riferimento). La disposizione è volta a evitare la ripetizione, per ragioni solo formali, di adempimenti già posti in essere dallo stesso o da altri datori di lavoro presso i quali il lavoratore presti la sua attività: si pensi, ad esempio, alla necessità di sottoporre il lavoratore a visita medica di controllo per ogni prestazione lavorativa, anche di poche ore, o a quella, ove previsto, di ripetere la medesima attività di formazione riferita ad analoga attività perché il datore di lavoro presso il quale il prestatore svolge la prestazione è mutato rispetto al datore di lavoro precedente, pur nel medesimo settore produttivo.

Fonte: Quotidianosicurezza

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