venerdì 27 dicembre 2013

2012 AUMENTANO GLI INFORTUNI MORTALI IN CALABRIA

Presentato il Rapporto regionale Inail. Se la totalità delle denunce (10.689) è scesa dell’11,86%, gli episodi con esito fatale (37) sono 14 in più rispetto al 2011. All’origine di tali eventi spesso comportamenti imprudenti o dettati da scarsa attenzione dovuta alla grande esperienza nello svolgimento delle mansioni

CATANZARO - Sono 10.689 gli infortuni sul lavoro avvenuti in Calabria nel 2012: rispetto alle 11.957 denunce dell’anno precedente la flessione è stata dell’11,86% (dunque superiore alla media nazionale, attestata intorno al -9,47%). In controtendenza, purtroppo, i casi mortali: 37 rispetto ai precedenti 23. Sono questi alcuni dei principali aspetti emersi oggi a Catanzaro, in occasione della presentazione del Rapporto regionale 2012 dell’Inail.
Flessione degli incidenti legati a strada e circolazione. In relazione alla modalità di evento del complesso degli infortuni si rileva un calo significativo del 17,43% per quanto riguarda gli incidenti che hanno la strada quale ambiente di lavoro (522 denunce), seguito dal dato relativo a quelli in itinere (ovvero, relativi al tragitto casa/lavoro, e viceversa) pari al -13,82% (questi ultimi costituiscono, pur sempre, il 9% degli incidenti avvenuti nel territorio, per 912 denunce). I fattori che incidono su tali accadimenti sono da collegare, di frequente, alla disattenzione e alla stanchezza, ma anche alla pericolosità delle strade calabresi. “Va notato che, spesso, sul dato incidono anche fattori come l’alta concentrazione di pendolarismo – è scritto nel Rapporto – Non è un caso, infatti, che gli infortuni si verifichino nelle ore di punta del traffico locale proprio per gli spostamenti casa/lavoro, e viceversa”. Ancora, gli incidenti in lavoro ordinario si attestano su 9.255 denunce (nel 2011 erano state 10.306).

Morti sul lavoro: pochi i casi attribuibili a fattori imprevedibili. In relazione all’incremento degli infortuni mortali – si legge nel documento – “da un esame delle ‘cause e circostanze’ che riguardano i singoli casi è emerso che spesso si è trattato di ‘imprudenza’ e, in alcuni casi, di comportamenti che sono da ricollegare alla forte esperienza che il singolo sa di possedere e che spinge ad agire trascurando le basilari regole di sicurezza”. Una modesta percentuale, invece, “è da riferire a fattori imprevedibili”. Nell’esaminare il dato disaggregato in relazione al territorio si nota che, sul totale, incidono quelli avvenuti nell’ambito della provincia di Reggio Calabria (14) e di Cosenza (13), mentre più evidente è l’aumento dei casi su Reggio Calabria, dove si è passati da 6 a 14.

Lavoratori stranieri infortunati: la comunità rumena al primo posto. Per quanto riguarda gli infortuni occorsi ai lavoratori stranieri, il maggior numero di casi – con 198 denunce – coinvolge cittadini di nazionalità rumena (notoriamente più presenti all’interno del tessuto occupazionale calabrese). Tale etnia è anche la più interessata dagli incidenti con esito mortale: quattro episodi sui 37 complessivi, l’11% del totale.

Malattie professionali in flessione dopo anni di aumenti record. Dopo molti anni di costante aumento delle malattie professionali si registra un calo delle segnalazioni: -1,6% (oltre 700 denunce in meno), da 46.756 casi del 2011 ai 46.005 del 2012 (rilevazione per anno di manifestazione). Se la riduzione percentuale non è forse particolarmente rilevante, va considerato tuttavia che tale risultato arriva dopo tre anni di aumenti record (+9,9% 2011/2010, +21,7% 2010/2009 e +16,0% 2009/2008) e rappresenta quanto meno nel 2012, un’inversione di tendenza. Il calo è generalizzato ma più significativo in termini percentuali (-2,8%) in agricoltura che nell’Industria e servizi (-1,3%). La diminuzione ha riguardato quasi tutte le patologie, ma non quelle osteo-articolari e muscolo-tendinee (protagoniste del boom di denunce di questi anni) che continuano a crescere anche nel 2012, incrementando la loro quota sul fenomeno dal 66% del 2011 al 69% (era il 44% nel 2008).
 
Anche altre regioni hanno provveduto a pubblicare i dati 2012 e per consultarli basta cliccare sulla regione desiderata:

 
 

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