sabato 12 aprile 2014

AMBIENTI DI LAVORO SANI E SICURI

L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) parte con la nuova Campagna "Ambienti di lavoro sani e sicuri" 2014-2015 che ha come tema "Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato" e come ogni biennio Lavoro&Sicurezza partecipa alla divulgazione della campagna.

Che cosa s'intende per stress e rischi psicosociali?

 I lavoratori avvertono stress quando le esigenze lavorative sono superiori alla loro capacità di farvi fronte. Lo stress lavoro-correlato è un problema a livello di organizzazione e non una colpa individuale. È una delle conseguenze più importanti derivanti da un ambiente di lavoro carente dal punto di vista psicosociale.

Per rischi psicosociali si intendono gli effetti negativi in termini psicologici, fisici e sociali derivanti da una progettazone, un'organizzazione e una gestione non adeguate sul lavoro.
  
Perché lo stress e i rischi psicosociali sono importanti?

 L'ambiente di lavoro psicosociale inadeguato ha un effetto significativo sulla salute e sul benessere dei lavoratori.
I lavoratori che soffrono di stress lavoro-correlato possono arrivare a soffrire di gravi problemi di salute mentale e fisica. A sua volta, ciò produce effetti sull'organizzazione e sulla società nel suo complesso.
Per l'individuo, gli effetti negativi possono comprendere quanto segue:
  •     sovraffaticamento e depressione;
  •     difficoltà di concentrazione;
  •     problemi familiari;
  •     abuso di droga e alcol;
  •     problemi di salute fisica, in particolare malattie cardiovascolari e disturbi muscolo-scheletrici.
Per l'organizzazione, gli effetti negativi comprendono:
  •     uno scarso rendimento aziendale;
  •     un maggiore assenteismo;
  •     presenzialismo (lavoratori che, in caso di malattia, si presentano al lavoro pur non essendo in grado di svolgere le mansioni in modo efficace);
  •     tassi più elevati di incidenti e infortuni.
Per quanto riguarda gli aspetti positivi, la creazione di un buon ambiente di lavoro dal punto di vista psicosociale assicura che i lavoratori siano più sani e produttivi sul lavoro. Le assenze dovute a stress lavoro-correlato si riducono o azzerano. Diminuiscono inoltre i costi dovuti alla perdita di produttività a carico delle aziende.
Una gestione efficace dello stress lavoro-correlato e dei rischi psicosociali contribuisce alla soddisfazione della forza lavoro. I lavoratori esprimono maggiore impegno, dedizione e capacità di innovazione.
Lo stress lavoro-correlato può inoltre concorrere all'aumento dei tassi di prepensionamento; al contrario, un ambiente di lavoro positivo contribuisce a trattenere i lavoratori.

Chi deve partecipare alla gestione dello stress e dei rischi psicosociali?

La chiave è coinvolgere tutti — datori di lavoro, dirigenti e lavoratori — nella creazione di un buon ambiente di lavoro a livello psicosociale.
I dirigenti dovrebbero permettere ai lavoratori di parlare dei problemi che incontrano sul lavoro, e incoraggiarli a individuare soluzioni per diminuire o ridurre al minimo i rischi psicosociali. Un buon dirigente è fonte di ispirazione e motivazione nei confronti dei lavoratori, comprende i loro punti di forza e debolezza, li incoraggia a lavorare per il raggiungimento di obiettivi condivisi e tiene alto il morale. Comprendere i problemi dei lavoratori al di fuori del luogo di lavoro contribuisce a creare un ambiente di lavoro basato sul sostegno.
Da parte loro, condividendo le proprie conoscenze del luogo di lavoro con i datori di lavoro e i dirigenti, i lavoratori contribuiscono a individuare i problemi e a identificare e attuare le relative soluzioni. La partecipazione dei lavoratori è fondamentale per l'efficace gestione dei rischi psicosociali. Attraverso le consultazioni con i lavoratori, i dirigenti instaurano un clima di fiducia grazie al quale vi è una maggiore probabilità che essi esprimano liberamente i propri timori. La partecipazione dei lavoratori allo sviluppo di misure di prevenzione fa sì che essi considerino la soluzione come propria, aumentando così le probabilità della sua efficacia.
Collaborare richiede un dialogo continuo a doppio senso tra dirigenti e lavoratori. Ciò significa parlarsi, ascoltare i timori degli altri e condividere le opinioni.

Come è possibile gestire lo stress lavoro-correlato e i rischi psicosociali?

Questa campagna sottolinea il fatto che i rischi psicosociali possono essere valutati e gestiti con le stesse modalità sistematiche di altri rischi per la sicurezza e la salute sul lavoro.
Il modello standard di valutazione del rischio e l'adozione di un approccio partecipativo sono il modo ottimale per individuare e affrontare i rischi:
Anzitutto, occorre individuare i pericoli e i soggetti potenzialmente a rischio.
Dirigenti e lavoratori devono essere consci dei rischi psicosociali e dei segnali precoci di allerta dello stress lavoro-correlato.
In secondo luogo, occorre valutare i rischi e individuare quelli prioritari.
È necessario decidere quali rischi destano le maggiori preoccupazioni e concentrarsi anzitutto su di loro.
In terzo luogo, occorre pianificare un'azione preventiva.
È necessario predisporre un piano per prevenire il verificarsi di rischi psicosociali. Se i rischi non possono essere evitati, è necessario pensare a come ridurli al minimo.
In quarto luogo, occorre attuare il piano.
È opportuno specificare le misure da adottare, le risorse necessarie, le persone coinvolte e la tempistica.Infine, occorre monitorare e rivedere su base continuativa il piano.
Occorre essere disposti a modificare il piano in risposta ai risultati del monitoraggio.
È importante tenere a mente che gli individui possono reagire in modo diverso alle stesse circostanze. La valutazione del rischio psicosociale dovrebbe tenere conto delle capacità e delle esigenze psicologiche dei lavoratori (per esempio, in termini di genere, età o esperienza).

Vantaggi economici della gestione dello stress e dei rischi psicosociali

I rischi psicosociali e lo stress lavoro-correlato generano costi significativi sia per le organizzazioni sia per le economie nazionali.
In generale, i lavoratori tendono ad assentarsi dal lavoro per periodi consistenti quando soffrono di stress lavoro-correlato e di altri problemi di natura psicologica. A volte i lavoratori tendono a presentarsi al lavoro pur non essendo in grado di svolgere le mansioni in modo efficace (fenomeno noto come "presenzialismo"). Ciò porta a una riduzione della produttività, con conseguente diminuzione della redditività dell'impresa.
I costi complessivi dovuti ai disturbi di salute mentale in Europa (legati al lavoro o meno) sono stimati a 240 miliardi di eurol'anno. Meno della metà di questa somma deriva dai costi diretti, come le cure mediche; si attesta a 136 miliardi di euro la perdita di produttività, compreso l’assenteismo per malattia.
La dicono lunga sul tema anche le statistiche nazionali:
    In Francia i costi nazionali derivanti dallo stress lavoro-correlato sono stati stimati tra i 2 e i 3 miliardi di euro nel 2007.
    Secondo le stime, nel Regno Unito si sono persi nel periodo 2009-2010 circa 9,8 milioni di giorni lavorativi a causa dello stress lavoro-correlato, e le assenze dei lavoratori sono state, in media, di 22,6 giorni.
    In Austria, i disturbi psicosociali sono il motivo principale del prepensionamento degli impiegati e la causa di oltre il 42% di tutti i prepensionamenti in questa categoria di lavoratori.
I vantaggi economici sono evidenti: la prevenzione e la gestione dei rischi psicosociali sono attività importanti, che favoriscono la presenza di una forza lavoro sana e produttiva, la riduzione dei tassi di assenteismo e dei tassi di incidenti e infortuni e una migliore fidelizzazione dei lavoratori.
Ne consegue il miglioramento complessivo delle prestazioni dell'azienda.
Se ancora non sei convinto, vi è un ultimo aspetto da considerare: i benefici per l'azienda sono superiori ai costi di attuazione.

Fatti e cifre sullo stress e i rischi psicosociali

Le statistiche fanno riflettere:
  •     lo stress lavoro-correlato è il problema di salute più frequente legato all'attività lavorativa in Europa dopo i disturbi muscoloscheletrici. Circa la metà dei lavoratori considera lo stress lavoro-correlato un fenomeno comune nel proprio luogo di lavoro.
  •     il 50–60% di tutte le giornate lavorative perse è riconducibile allo stress lavoro-correlato.
  •     un recente sondaggio d'opinione europeo, condotto dall'EU-OSHA sulle cause più comuni dello stress lavoro-correlato, ha evidenziato tra queste la riorganizzazione del lavoro (per il 72% dei lavoratori), le ore lavorate o il carico di lavoro eccessivo (per il 66%) e il fatto di essere oggetto di comportamenti inaccettabili, come mobbing o molestie (per il 59%).
  •     lo stesso sondaggio ha evidenziato che all'incirca quattro lavoratori su dieci pensano che lo stress non venga gestito adeguatamente nel proprio luogo di lavoro.
  •     solitamente, le assenze causate dallo stress lavoro-correlato tendono a essere più lunghe di quelle derivanti da altre cause.
In base ai dati EUROSTAT, nell'arco di nove anni, il 28% dei lavoratori europei ha riferito di essere esposto a rischi psicosociali che hanno compromesso il loro benessere mentale.
La buona notizia è che i rischi psicosociali si possono prevenire e gestire indipendentemente dalle dimensioni e dalla tipologia di azienda.

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