mercoledì 2 luglio 2014

PREVENZIONE NEL SETTORE MARITTIMO

L’evento, che si è svolto il 27 giugno nell’ambito del forum Port&ShippingTech 2014, ha proposto elementi di conoscenza e riflessione sui fattori di rischio per la salute dei lavoratori, favorendo il confronto tra esperienze tecnico-scientifiche acquisite in contesti diversi. Rotoli: “Necessario potenziare le sinergie”

NAPOLI - Gli spazi congressuali della Stazione Marittima di Napoli venerdì 27 giugno hanno fatto da cornice a un workshop sulla prevenzione degli infortuni e safety nel settore marittimo, organizzato dalla direzione centrale Prevenzione dell’Inail, in sinergia con altre strutture centrali e territoriali dell’Istituto, nell’ambito di Port&ShippingTech 2014, il forum internazionale su innovazione e cooperazione del cluster marittimo del Mediterraneo, ospitato quest’anno all’interno della prima edizione della Naples Shipping Week.

“Importante il rapporto tra tutte le istituzioni coinvolte”. “La partecipazione dell’Inail a questo evento – ha detto Ester Rotoli, direttore centrale Prevenzione dell’Inail, in un passaggio dell’intervento di apertura del workshop – testimonia l’importanza del rapporto tra le varie istituzioni coinvolte in raccordo con l’Istituto, quale organo tecnico di riferimento, nella condivisione dei problemi che riguardano la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, in modo particolare in settori lavorativi con specifiche complessità come quello navale e marittimo”.

“Un’impostazione in linea con la Strategia europea 2014-2020”. “Questa impostazione – ha precisato Rotoli – si innesta nel contesto delineato dalla Strategia europea per il 2014-2020, che ha evidenziato la necessità di potenziare sia le sinergie interistituzionali a livello nazionale che tra gli Stati membri, indicando tre sfide principali: migliorare l'attuazione delle disposizioni di legge da parte degli Stati, in particolare rafforzando la capacità delle micro e piccole imprese di mettere in atto misure di prevenzione dei rischi efficaci ed efficienti, migliorare la prevenzione delle malattie legate al lavoro, affrontando i rischi attuali, nuovi ed emergenti, e fare fronte al cambiamento demografico”.

Presentati due studi su cadute dall’alto e fattore anagrafico. Il workshop, suddiviso in tre sessioni, ha fatto il punto sulla prevenzione degli infortuni a bordo delle navi e in ambito portuale, proponendo elementi di conoscenza e riflessione sui fattori di rischio per la salute dei marittimi e favorendo momenti di confronto tra esperienze tecnico-scientifiche acquisite in contesti diversi. Nella prima e terza sessione, in particolare, sono stati presentati per la prima volta al pubblico due lavori di ricerca sulle cadute dall’alto nel settore marittimo, causa più frequente degli infortuni registrati a bordo delle navi, e sull’incidenza dell’età dei lavoratori sul fenomeno infortunistico, realizzati con il sostegno economico del Ministero del Lavoro e con il contributo scientifico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Un approccio multidisciplinare per ampliare l’analisi. Entrambi gli studi si sono avvalsi di un approccio multidisciplinare volto a una migliore valutazione delle cause e delle conseguenze degli infortuni, anche attraverso l’integrazione dei dati Inail con quelli del Ministero dei Trasporti, che ha consentito di ampliare l’osservazione e l’analisi degli infortuni e di confrontare l’esperienza statistica dell’Istituto con quella di una realtà istituzionale che guarda agli stessi fenomeni da un punto di vista e con finalità differenti, nell’ottica della partecipazione interistituzionale alle materie della salute e sicurezza sul lavoro, proprio come auspicato dalla Strategia europea.

A bordo dei pescherecci per individuare i pericoli. Nell’ambito della prima sessione del workshop è stato anche presentato un percorso di ricerca realizzato dall’area Ricerca dell’Inail nel settore pesca, con la collaborazione scientifica della Asur di Ancona e della Asl 3 genovese. Lo studio ha coinvolto alcuni equipaggi di pescherecci del porto di Ancona per approfondire le conoscenze del ciclo lavorativo a bordo, con la condivisione di soluzioni tecnico-organizzative e procedurali che sono state sperimentate durante le bordate di pesca e introdotte sui pescherecci, sia in fase di progettazione di nuove imbarcazioni, sia negli interventi migliorativi effettuati su scafi esistenti. I fattori di rischio professionale approfonditi hanno riguardato aspetti ergonomici, correlati alla movimentazione manuale nelle varie fasi delle operazioni di pesca, i potenziali fattori di rischio infortunistico e l’esposizione al rumore.

La ricerca e il contesto emergente delle malattie professionali. L’attività di ricerca, come sottolineato dalla stessa Rotoli, insieme alla prevenzione, alla riabilitazione e al reinserimento, rappresenta uno dei tasselli, collegati tra di loro dal filo conduttore dell’assicurazione, in cui si articola l’azione dell’Inail quale Polo della salute e sicurezza. Alla luce della diminuzione dei trend infortunistici registrati negli ultimi anni a livello nazionale ed europeo, appare però necessario orientare la stessa attività di ricerca, verso il contesto emergente delle malattie professionali, che deve essere messo al centro di specifiche azioni di prevenzione e di studio.

“Con i Piani nazionali la visione di una tutela integrale”. In questo ambito, ha spiegato il direttore centrale Prevenzione, rientra “la partecipazione dell’Istituto al Piano nazionale malattie professionali, con uno specifico contributo alla realizzazione di sistema di azioni che coinvolge istituzioni e parti sociali in coerenza con quanto avvenuto per gli altri Piani nazionali, quello per l’Edilizia e quello per l’Agricoltura e selvicoltura, nella visione di tutela integrale del lavoro, che supera i confini della gestione assicurativa e interpreta in chiave prevenzionale le esigenze e le criticità emergenti”.

“Il costo di incidenti e tecnopatie pari al 4% del Pil mondiale”. “Dal punto di vista dell’Istituto, la promozione della salute e della sicurezza è uno degli elementi chiave per favorire la competitività delle imprese, come peraltro auspicato negli obiettivi della nuova Commissione Europea”, ha sottolineato Rotoli, precisando che “il costo degli incidenti e delle malattie professionali, secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale del lavoro, è pari ogni anno al 4% del prodotto interno lordo mondiale, mentre per l’Italia il danno economico degli infortuni e delle malattie professionali ammonta a una cifra superiore al 3% del Pil nazionale”.

“Dalla crisi economica un’opportunità di cambiamento”. Come ricordato dal direttore centrale Prevenzione dell’Inail nel passaggio conclusivo del suo intervento, “investire in sicurezza conviene, perché migliorando la qualità della vita dei lavoratori e dei luoghi di lavoro si sostiene l’aumento della produttività e della crescita del paese”. La crisi economica, ha aggiunto, “va colta come opportunità di cambiamento, perché impone la definizione di una strategia di innovazione tecnologica che deve essere sostenuta da una ricerca finalizzata alla prevenzione, di cui le nostre imprese possano beneficiare in termini di riduzione degli oneri amministrativi e del costo del lavoro”.

Fonte: SalaStampa Inail

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